(Adnkronos) - Alleanze e contrasti tra i vari gruppi hanno caratterizzato la vita dell'organizzazione, capeggiata da Leo e Verardi, che ha tentato fin dal 2010 di imporsi in maniera esclusiva sul territorio, ad esempio con l'imposizione del pagamento di un 'pizzo' ai gestori dei parcheggi vicini agli stabilimenti balneari o dei servizi di vigilanza. Nel corso dell'inchiesta si e' accertato come il capo clan Rizzo, Totò, pur rinchiuso nel carcere di Taranto, avesse deciso, insieme a Verardi, Leo e Manna, di costituire una articolazione del gruppo criminale a Merine e dintorni ma che avesse posto come condizione preliminare ai suoi 'collaboratori' di trovare un accordo preventivo con Bruno De Matteis, in modo da non intaccare il predominio di quest'ultimo in quella area, dove, vista la sua reclusione, operava il fratello Daniele e il figlio Mirko. (segue)




