(Adnkronos) - "Questi risultati - prosegue Cervo - indicano che il meccanismo con cui si sviluppa la capacità di riconoscimento dei compagni di nido proposto per le vespe Polistes non può essere generalizzato e che, perlomeno nella specie da noi studiata, non è possibile limitare al periodo immediatamente successivo alla nascita la formazione della rappresentazione neuronale, come ritenuto fino a oggi". "E' possibile quindi che le vespe utilizzino altre fonti di informazione per sviluppare questa capacità, oppure che utilizzino l'odore del proprio nido in un'altra fase della loro vita - conclude la ricercatrice - I nostri esperimenti suggeriscono che, anche negli insetti sociali, l'esperienza pre-natale possa essere importante per comportamenti fondamentali per la vita adulta, come avviene in molti vertebrati".




