(Adnkronos) - Il 23 luglio, a esami conclusi, il giovane ha inviato una nuova lettera al prorettore, per ringraziarlo e per chiedergli di raccontare la sua storia, pur rispettando l'anonimato. Una lettera che è una testimonianza pubblica. "Vi volevo raccontare l'altra faccia della Sicilia che non è soltanto criminalità organizzata e omertà, come molti pensano - scrive lo studente, ormai laureando -, ma contiene meravigliosi paesaggi che vanno dal mare alla montagna, che offre mete turistiche piene di storia e di cultura, ma soprattutto ospita persone splendide dotate di onestà, intelligenza e senso di giustizia, in grado di diffondere legalità e solidarietà". "È bastato soltanto accennare la mia situazione e l'impossibilità di recarmi all'Università - scrive ancora - che subito hanno pensato a emanare un decreto per farmi svolgere gli ultimi esami in modalità videoconferenza. Direi un decreto unico e personale dal momento che sono il primo e l'unico studente in Italia a sostenere gli esami in questa modalità particolare". "Che emozione rivedere i mie professori dopo tanto tempo anche se solo per videochiamata - conclude lo studente -. Questo mi ha fatto capire che comportarsi da cittadino onesto comporta sì dei sacrifici e delle rinunce, ma l'onestà paga, ti rende forte e libero dai pregiudizi. Ricorderò con gioia e gratitudine l'impegno mostratomi".



