Milano, 22 ago. (Adnkronos) - Dall'omicidio di oggi a Catania, all'uomo che ha ucciso la figlia di 18 mesi ad Ancona senza dimenticare la strage familiare di Motta Visconti. E' una lunga serie di omicidi, con padri protagonisti, quella che riempie le pagine di cronaca di questa estate. Da Nord a Sud, non conta l'età o l'estrazione sociale, per questi uomini, senza segni di squilibrio fino a un attimo prima, che colpiscono a morte chi per giorni, mesi o anni hanno accudito con amore. Una scia di sangue che, sembra un paradosso, ma "è l'ultimo gesto di protezione da parte di questi genitori", dice Ezio Denti, criminologo investigativo intervistato dall'Adnkronos. "Non è un caso - spiega - che quando questi uomini sopravvivono al tentativo di suicidio ripetono sempre che lo hanno fatto 'per difenderli'". E in quelle parole "c'è una sorta di ultimo gesto di responsabilità genitoriale di chi crede di non poterli lasciare soli e dunque che l'unica strada per salvarli è ucciderli", sottolinea. C'è una "possessività genitoriale" per cui si ritiene che i figli 'devono fare quello che dicono'". Non solo il caso di chi, colpendoli a morte, pensa di liberarli da una vita troppo complicata, spesso quella che si compie è una vendetta contro una madre pronta a strappare il velo su una presunta famiglia 'perfetta'. (segue)



