Roma, 23 ago. (Adnkronos) - La malattia della Sla è un problema "serio. Ben vengano, al di là dei giudizi, tutte le iniziative volte a sensibilizzare. Conviene fare chiasso". Doccia sì, doccia no per sensibilizzare su una patologia tanto invalidante come la Sla? Interpellato dall'Adnkronos, monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso nonchè presidente della commissione Cei giustizia e pace per i problemi legati al mondo del lavoro, premette di non aver seguito le vicende legate a questa catena di Sant'Antonio per raccogliere fondi pro Sla e che sta generando divisioni anche nel mondo dell'informazione tra chi difende la bontà dell'iniziativa e chi ritiene che per dare un aiuto concreto si possa agire in silenzio senza troppo clamore. Il vescovo, pur non avendo seguito tutto il clamore suscitato dal tormentone Ice Bucket Challenge, vive da vicino - facendosene carico in prima persona - il dramma della Sla. Racconta Bregantini: "nella mia diocesi ho un caso di una persona a cui è stata diagnosticata. Si è rivolto a Terni ma l'ospedale fa fatica ad accoglierlo perchè i posti sono pochi e i casi sono tanti". Il pesule non è rimasto con le mani in mano e ha preso carta e penna per sensibilizzare sul caso. "Il problema purtoppo esiste - riflette mons. Bregantini - ed è drammatico. La carenza di posti è un dato di fatto ed è preoccupante. Perciò penso: ben vengano queste iniziative se si può andare in aiuto. I malati sono tanti, l'emergenza c'è. Conviene fare chiasso".



