(AdnKronos) - Accortosi della gravità del fatto, intuendo di non essere più in grado di gestire la situazione, l'uomo le ha detto che avrebbe chiamato il 118 ma ha ordinato alla vittima di non riferire quanto successo e di raccontare che si era trattato di un incidente. Invece la donna, prima di perdere conoscenza già ai sanitari del 118, ha dichiarato di essere stata bruciata, come è stato poi documentato. Questi elementi, insieme alle numerose contraddizioni dell'indagato, hanno permesso di delineare un quadro più chiaro sulle sue responsabilità. Il pubblico ministero Maria Vallefuoco ha chiesto al gip del tribunale di Lecce Annalisa De Benedictis il provvedimento cautelare in carcere eseguito all'alba dagli agenti del Commissariato di Nardò.




