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Violenza su donne: Gip Conti, 'molte relazioni malate durano anche anni'

3 Dicembre 2019

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Palermo, 3 dic. (Adnkronos) - “Bisogno di essere accettati e desiderati da qualcuno anche a costo di subire violenza psicologica e fisica. Si chiama dipendenza affettiva: ecco perché il tema è drammatico". Ad affermarlo è Stefano Dell'Aera, che attualmente dirige l’Uoc Dipendenze Patologiche all’ASP 4 di Enna.

“Molte vittime di violenza incontrano difficoltà nel rendersi conto della propria condizione di vittime, tant’è che le loro relazioni malate durano in alcuni casi anni – spiega il gip Lirio Federico Conti – Si può addirittura arrivare a giustificare il comportamento violento o lesivo, per proteggere l’immagine del partner pur di non perderlo o per paura del giudizio degli altri. In un caso, addirittura, sono occorsi cinquant’anni prima che la donna vittima di maltrattamenti, una ultrasettantenne di un paesino dell’entroterra siciliano, riuscisse ad agire".

Dell’Aera e Conti sono tra i relatori del ciclo formativo “Un altro me”, rivolto a operatori del sociale, forze dell’ordine e magistrati per la prevenzione e gli interventi per gli uomini autori di maltrattamenti che è stato avviato a novembre (si concluderà a febbraio 2020). Mercoledì 4 dicembre, a partire dalle 9.30, al Centro di Accoglienza Padre Nostro di Brancaccio (Ex Mulino del sale, via San Ciro n. 6 a Palermo), si svolgerà il terzo modulo del progetto formativo, quello dedicato agli aspetti clinici e socio-psicologici. Tra i relatori, oltre a Conti e Dell’Aera, la psicoterapeuta Maria Luisa Mondello e la referente Cismai Sicilia (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia), Maria Luisa Benincasa. Introduce ai lavori Maria Grazia Patronaggio, dell’associazione Le Onde.

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