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Giustizia: Avvocati Triveneto, intelligenza artificiale l'ultima frontiera

AdnKronos
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Venezia, 21 feb. (Adnkronos) - Il primo caso di condanna penale inflitta utilizzando un sistema di intelligenza artificiale risale a meno di quattro anni fa quando la corte suprema del Wisconsin inflisse ad Eric Loomis, arrestato per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, una pena severa poiché il giudice si era avvalso del software “Compas” che, utilizzando algoritmi, aveva previsto per quel caso un'elevata probabilità di recidiva. “Questa vicenda processuale – spiega la presidente dell'Unione triveneta degli ordini degli avvocati, Alessandra Stella – rappresenta il punto centrale della cosiddetta giustizia predittiva, che consiste nella possibilità di anticipare, tramite algoritmi commerciali, il probabile ragionamento del giudice e quindi la possibile sentenza. In pratica si predice la soluzione perché già a monte si sa che il giudice, quando andrà a decidere la questione, lo farà in un determinato modo. Non si tratta di un futuro lontano, ma di una realtà attuale anche in Italia. A Milano gli algoritmi sono già realtà in alcuni studi legali che li utilizzano per redigere, ad esempio, decreti ingiuntivi che vengono elaborati in pochi minuti senza richiedere tutta quella attività, molto più impegnativa, che viene affidata tradizionalmente al collaboratore di studio. Altro esempio emblematico è quello dell'Estonia, dove si utilizza, in via sperimentale, un algoritmo per risolvere controversie con valore inferiore ai 7mila euro”. Le implicazioni dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale (AI) si possono facilmente immaginare; si pensi alle cosiddette “due diligence”, cioè l'attività di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relative all'oggetto di una trattativa finalizzata a valutare la convenienza di un affare. “Addirittura – spiega Stella – se queste attività sono poste in essere dall'uomo hanno un margine di errore superiore rispetto al software il cui tasso di fallibilità è dello 0,2%. Praticamente perfetto. Ora, il sistema americano pare orientato verso l'applicazione concreta dell'intelligenza artificiale. In Italia dobbiamo invece capire per tempo quali prospettive si aprano nell'organizzazione del lavoro dello studio o nella ordinaria attività degli uffici giudiziari. Da noi, del resto, le sentenze non hanno lo stesso valore che hanno nel sistema anglosassone dove costituiscono un precedente vincolante”.

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