(Adnkronos) - "Non so per quali ragioni Bevilacqua sia finito a Villa Mafalda - aggiunge Viale - se fosse cosciente e quando avrebbe perso conoscenza, se abbia potuto o meno indicare la compagna come persona di riferimento, ma tutto cio' e' la riprova del limbo di indifferenza e di cinica convenienza che circonda queste vicende. Da questo punto di vista evoca la vicenda di Adele Parrillo, la vedova di Stefano Rolla ucciso a Nassiriya, o quella di Lorenzo D'Auria, tenuto in vita con il respiratore per potere sposare in 'articulo mortis' la compagna, madre dei suoi tre figli". E proprio Adele Parrillo interviene sulla vicenda: "L'Italia e' un paese decisamente medievale", dice senza mezzi termini la vedova di Stefano Rolla, il regista che resto' ucciso insieme agli altri italiani nell'attentato di Nassiriya, commentando il caso che sta coinvolgendo lo scrittore Alberto Bevilacqua e soprattutto la sua compagna, Michela Macaluso, in arte Miti. Parrillo, convivente con Rolla, fu brutalmente allontanata dal Vittoriano durante la cerimonia in onore delle vittime, i cui corpi erano appena rientrati dall'Iraq: una vicenda che la segna ancora oggi. "Chi fa parte di una famiglia di fatto non ha voce in capitolo, non ha diritto su nulla nella vita del compagno -dice-. Siamo alle solite, questo e' un paese medievale". A quasi dieci anni dalla strage di Nassiriya, da allora ricordata anche da un monumento e una piazza dedicata lungo la via Ostiense a Roma, "solo una volta, l'ultima, sono stata invitata alla messa commemorativa; ma anche stavolta non sono stata invitata al resto delle iniziative, gestite dal cerimoniale della Difesa. Le altre volte avevo dovuto chiederlo io. Come quando fui cacciata dal Vittoriano, trascinata a terra da tre o quattro energumeni, mi sembra quasi di venir trattata da criminale, quasi come se Stefano l'avessi ucciso io, non come se avessi subito un danno". (segue)




