Roma, 15 mag. - (Adnkronos) - E' reato rilasciare un certificato medico di proroga di malattia senza aver visitato il paziente. Lo sottolinea la Cassazione nel convalidare una condanna a un medico di base di Milano per falsa certificazione e alla paziente colpevole a sua volta di aver fatto uso della certificazione. Secondo la Suprema Corte non importa se il medico aveva visitato la paziente nell'emettere il primo certificato di malattia. In ogni caso avrebbe dovuto verificare le successive condizioni della paziente non basandosi "semplicemente sulla base di dichiarazioni effettuate per telefono dall'assistita". Nel dettaglio, la quinta sezione penale (sentenza 18687) ha convalidato una condanna in base all'art. 480 c.p. nei confronti di Daniele B., il medico di base e della paziente Vittoria G. per aver fatto uso della falsa certificazione. In primo grado medico e paziente erano stati assolti per insufficienza della prova di colpevolezza. Decisione ribaltata dalla Corte d'Appello di Milano nel febbraio 2011. Inutili i ricorsi in Cassazione da parte del professionista e della paziente. In particolare, il medico sosteneva di aver concesso la proroga del certificato di malattia "sulla base di quanto accertato nella visita effettuata 4 giorni prima". (segue)




