(Adnkronos) - Il curatore della mostra, Jean Michel Bouhours, spiega come "l'invenzione della psicoanalisi, la negazione dell'individuo operata dai totalitarismi, la distruzione dell'identita' nei campi di sterminio nazisti, la diffusione della fotografia messa a servizio della burocrazia per il riconoscimento delle persone, l'invasione dell'Io da parte di uno pseudo-immaginario collettivo creato dai media, sono il contesto sociale a cui occorre aggiungere il ruolo dell'arte, la spinta all'astrazione, la perdita del soggetto nell'ideale collettivo delle avanguardie: tutto sembra concorrere all'idea dell'arrivo di un mondo senza piu' volti". E nonostante questo, "cresce all'epoca una sorta di frenesia a farsi fare il ritratto, come -scrive ancora Bouhours- per far entrare se stessi in una vertigine di ubiquita' e di istantaneita' dettate dai media contemporanei: l'immagine della propria immagine si e' imposta". La mostra sara' divisa in sette sezioni, non ordinate per cronologia, ma per assonanze sul modo di trattare la figura umana da parte dei vari artisti: I misteri dell'anima, Autoritratti, Il volto alla prova del Formalismo, Volti in sogno. Surrealismo, Caos e disordine, o l'impossibile permanenza dell'essere, Dopo la fotografia e La disintegrazione del soggetto.




