Udine, 17 dic. (Adnkronos) - Gli archeologi dell'Università di Udine hanno portato alla luce presso il castello medioevale di Zucco, a Faedis (Udine), diverse migliaia di reperti databili tra il 1400 e il 1500, che aprono una nuova finestra sulla storia del maniero e del medioevo friulano. I materiali recuperati costituiscono un repertorio di eccezionale vastità (circa 30 mila pezzi): si va dagli oggetti utilizzati in ambito cavalleresco, artigianale e domestico agli ornamenti personali, fino a quelli di uso quotidiano che descrivono le attività di cottura, consumazione e conservazione dei cibi. In particolare, sono stati scoperti vasetti in miniatura; monete, elementi di armatura, sonagli in bronzo, ganci per vesti e altri oggetti di metallo (fibbie, spilli, ditali, lame di coltello, punte di freccia); elementi in osso lavorato o semilavorato per manufatti d'uso quotidiano o ornamentale (manici di coltello, pettini), frammenti in vetro di bicchieri, bottiglie e coppe, e in ceramica di vasellame da mensa e da cucina (piatti, ciotole, catini, boccali, pentole). Gli scavi sono stati condotti dal gruppo di ricerca della cattedra di Archeologia medievale, diretto da Simonetta Minguzzi del dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali, nell'ambito del progetto "Et in reliquis castellis" che studia le dinamiche insediative nella pedemontana del Friuli orientale. Ora i risultati delle ricerche saranno completati con l'inventariazione e lo studio dei reperti. Il lavoro sul campo degli archeologi dell'Ateneo udinese ha messo in luce uno spaccato della storia di Zucco, collegato anche alla trasformazione architettonica del complesso. "Gli scavi - spiega Minguzzi, professoressa di Archeologia medievale - si sono concentrati al suo esterno, in corrispondenza di un'area dapprima approntata in funzione di difesa e in seguito destinata allo scarico di rifiuti, organici e non, posta anche a favore di una latrina/scarico sporgente dal muro che delimita verso ovest gli spazi abitativi". (segue)




