Palermo, 25 apr. - (Adnkronos) - Qualcuno lo decrive come un vero e prio reportage sulla 'banalita' del male', ma 'Nel mio straniero straniero' (Sellerio editore Palermo, 358 pagg., 14 euro) e' molto di piu'. Scritto da Hans Fallada, pseudonimo di Rudolf Ditzen, racconto nel diario scritto in manicomio criminale nel 1944 gli ultimi giorni dell'umanita' tedesca. Nel settembre del 1944 Hans Fallada fu internato nel manicomio criminale di una cittadina prussiana dop un drammatico scontro con la ex moglie a cui sparo' colpi di pistola. Cosi' mentre Berlino viene bombardata Fallada riflette nel suo diraio sugli anni che vanno dall'incendio del Reichstag nel febbraio del 1933 al discorso di Hitler nel 1939 alla vigilia della guerra. Il diario fu scritto da Fallada di nascosto dai suoi carcerieri, vergando fogli con una specie di crittografia, in uno stile concitato e drammatico, a compilare un fascicolo che avrebbe intitolato: "L'autore non gradito. Le mie memorie dei dodici anni sotto il terrore nazista". Questo diario fu redatto in poco meno di due settimane. Una scrittura, quella di Fallada, molto precisa, tra fiction e realta' 'Nel mio paese straniero' rimase inedito a lungo tra le carte dell'autore, e pubblicato in Germania solo nel 2009. Fallada fa i conti con se stesso e racconta dal basso la vita nella dittatura, in una miniatura quotidiana ma in cui balenano di continuo i grandi personaggi come protagonisti di un romanzo, con dialoghi immaginati e monologhi interiori. Il memoriale di un'innocente catastrofe personale che e' anche il documento fedele al millesimo, volutamente privo di ogni autocoscienza ideologica, storica o politica, del mondo dei tedeschi qualunque sotto Hitler, dall'incendio del Reichstag alla guerra.




