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San Francesco, i numerosi viaggi e le sue sofferenze

Viaggiò molto nelle odierne Italia, Francia, in Terrasanta, Egitto, Algeria, nei Balcani e quanto altro possiate immaginare. Ma per poi sempre tornare nella Valle Santa
di Sergio De Benedetti martedì 24 marzo 2026

2' di lettura

(seconda parte) Attraverso la Salaria, era facile arrivare a Roma dove risiedeva il Papa e fu così che nel 1210 Francesco si recò da Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni) per farsi approvare la Regola. Al riguardo, le cose non andarono molto bene ma un primo riconoscimento verbale riuscì ad ottenerlo anche se non senza problemi poiché il Pontefice, personaggio altezzoso e di grande cultura ma convinto che il suo ministero spirituale dovesse essere predominante rispetto ad ogni altro sovrano nel mondo, ebbe non poca difficoltà ad accettare le idee liberali di un piccolo manipolo male in arnese guidato da Francesco.

Nel maggio del 1213 intanto, Francesco ebbe in dono dal conte Orlando Cattani da Chiusi i territori intorno ai Monti della Verna, oggi inseriti nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (Arezzo). Il 17 settembre 1224, durante una delle consuete presenze solitarie di preghiera e digiuno, Francesco ricevette le Stimmate impresse alle mani, ai piedi ed al costato. Nel frattempo, cioè nel dicembre del 1222, Francesco si recò di nuovo a Roma dal Pontefice Onorio III (Cencio di Americo) che, al contrario dell’incontro con Innocenzo III, lo accolse con tutti gli onori approvando in toto la rinnovata Regola dell’Ordine, tuttora esistente, il 29 novembre 1223 con la Bolla “Solet annuere”.

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Francesco viaggiò molto nelle odierne Italia, Francia, in Terrasanta, Egitto, Algeria, nei Balcani e quanto altro possiate immaginare ma sempre tornando nella Valle Santa. Di nuovo a Fonte Colombo e ormai giunto allo stremo delle forze, un ultimo intervento agli occhi venne effettuato a fine inverno del 1226. Le inimmaginabili sofferenze al riguardo, furono sopportate da Francesco attraverso preghiere e canti e senza alcun lamento, come dissero con profonda commozione i cerusici. Pochi mesi dopo scongiurò di essere portato ad Assisi dove morì la sera del 3 ottobre nella piccola chiesa della Porziuncola, in ora cioè che in base ai dettami del Basso Medioevo (XI/XV secolo), il tempo era scandito dal sole e quindi oltre il tramonto era già formalmente il giorno dopo.

La beatificazione di Francesco non ha confronti per rapidità: subito dopo il decesso infatti, Gregorio IX (Ugolino di Anagni) fece avviare la pratica di agnizione che si concluse il 16 luglio 1228 con la Bolla “Mira Circa Nos”, paragonandolo al Sansone biblico. Dopo un tempo maggiore ma pur sempre rapido per l’epoca, Gregorio IX beatificò anche Antonio da Padova, portoghese di nascita, e Domenico da Guzman, spagnolo d’origine.

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