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La misteriosa arte di vivere su questa terra

Brandelli di vita non fanno una vita intera, soprattutto con le cuciture slabbrate e le esperienze dell’incompletezza
di Marco Patricelli giovedì 9 aprile 2026

3' di lettura

Brandelli di vita non fanno una vita intera, soprattutto con le cuciture slabbrate e le esperienze dell’incompletezza. Noè Simenoni convive, male, con le contraddizioni dell’esistenza, iniziate appena venuto alla luce con l’imposizione erronea di quel nome che nell’infanzia lo rende oggetto di scherzi e scherni. Possiede qualità intellettuali e di carattere che non emergono, galleggia ma non naviga nelle acque agitate della vita, che non vive e subisce in una mediocrità partecipe e complice. Poi all’improvviso, tutto può cambiare. Finché durerà la terra (Rizzoli, Milano 2026, pp. 350, euro 19,00) parte da un passo della Genesi esplicitato in esergo e si sviluppa nella trama intrigante di un romanzo che Giovanni Grasso fa oscillare tra generi diversi che trovano l’equilibrio della complementarietà e una sua armonia non scontata. Noè non ha una famiglia se non quella della sorella Valeria e della nipotina Greta, non ha una casa se non quella di Valeria e Greta, non ha una donna che non ha mai cercato, non ha un lavoro perché per vivacchiare dà ripetizioni di latino a studenti svogliati e disinteressati che non impareranno mai la bellezza e le lezioni dei classici e desiderano solo strappare il 6 risicato a scuola.

E per non farsi mancare nulla porta a spasso come dog sitter gli animali per i quali la sorella, più inconcludente e irrisolta di lui, ha preso un impegno ben sapendo di non poterlo e forse neanche volerlo onorare. Eppure Noè leggendo nel suo animo credeva nella chiamata e in un destino come l’abito talare, ma poi la vocazione è svaporata, o forse si è solo avvitata in una crisi interiore che lui stesso non sa risolvere. È accaduto giusto prima di diventare prete, a suggello eclatante dell’incompletezza. È un dropout, dissociato anche da sé stesso: del presente non accetta neppure utilitaristicamente l’invasività della tecnologia e il futuro non riesce a vederlo. A questo punto l’autore spiazza il lettore virando dalle tinte introspettive del romanzo psicologico-esistenziale permeato di una vena malinconica e accende la prima delle tante luci che inserisce durante lo sviluppo narrativo per illuminare la scena, comprese quelle gialle e decisamente noir di una trama che avvince in progressione. Un ex compagno di seminario, che invece il percorso lo ha compiuto ed è diventato segretario di un potente cardinale, lo convoca in Vaticano con una circospezione sospetta. Lui sa “leggere” certi segnali e certe frasi, li filtra con quel dono dell’ironia che non gli riconoscono, e con una preparazione culturale che manca solo del crisma ufficiale.

La Santa Sede che non lo ha accolto per suo libero arbitrio, adesso ha bisogno di uno come Noè, da infiltrare in una comunità religiosa che si riconosce in due veggenti, una coppia di anziani contadini umbri su cui si proiettano le sinistre ombre di personaggi ambigui e senza scrupoli. Tutto nella provincia italiana, dove i luoghi respirano in simbiosi con i personaggi. Il protagonista di Grasso ha un’innata propensione, quasi proustiana, verso gli odori, che definiscono ed evocano sensazioni ed emozioni. Li riconosce, li memorizza, ne gestisce la percezione. Odore è una parola ricorrente che permea la trama, con snodi mai scontati fino alla ricomposizione di un puzzle intelligentemente scomposto per dare infine la visione d’insieme con tutti i pezzi ben incastrati. Se di solito niente è come sembra, le fragilità e le insicurezze possono però diventare punti solidi di rilancio di un uomo che crede in Dio ma non in sé stesso e vacilla nel dubbio laico quando il destino che gli ha negato il semplice dono della normalità pare volergli negare anche ciò che ha di più caro al mondo. Un diluvio di emozioni martella Noè che non ha nessuna arca per superare indenne la tempesta, che è anche sentimentale, rivelandogli l’illusorietà di ciò che non ha il coraggio di confessarsi. Giovanni Grasso con questo romanzo conferma che nella penna ha storie originali da narrare, e pure ben strutturate, di cui diversi aspetti appartengono alla sua sfera personale trasfigurati letterariamente. Frammenti di un universo che ruota attorno a scienza e fede, con al centro l’arte più difficile e misteriosa: quella di vivere sulla terra. Finché durerà.

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giovanni grasso

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