Il Maestro conosce le montagne, le valli, i villaggi in legno e pietra, le acque impetuose e i cieli infuocati dai tramonti. Lui è nato in Cadore e quelle montagne se le porta fino in Laguna, fin dentro le calli e i canali della Serenissima, in cui ha trovato fortuna e immenso successo: è diventato Tiziano, il maestro dei maestri, colui che detta legge in pittura, che riesce ad avere le migliori committenze e a guadagnare cifre impensabili. Telari e affreschi, pale d’altare, a Venezia l’arte della sua bottega dilaga, produce senza sosta storie sacre e santi, insieme ai suoi ritratti stupefacenti, e i suoi colori possiedono una qualità sovrana...
GENERE AUTONOMO
Nelle sue creazioni si fanno sempre più strada la luce, l’orizzonte, i boschi, i villaggi, i profili di lontanissime borgate, i rilievi dei monti e delle valli: sono gli scenari della sua infanzia, che lo abbandonano mai. Il paesaggio si sta trasformando da sfondo a protagonista, destinato a diventare genere autonomo: con Tiziano si anima, fa parte della storia e della messa in scena, invita lo spettatore a inoltrarsi lungo le sue strade e i suoi sentieri. Un passo rivoluzionario e innovativo, che varca i confini veneti e si spinge fino al Nord Europa.
Addio a Gennaro Sasso, il filosofo della politica
Gennaro Sasso ci ha lasciati all’età di 97 anni. Nato a Roma nel 1928 e formatosi nell’Italia del dop...A Pieve di Cadore è in corso la mostra «Tiziano e il Paesaggio», visitabile fino al 18 ottobre 2026 presso il Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore. L’esposizione è il secondo appuntamento del progetto per i 450 anni dalla morte di Tiziano Vecellio ed è curata da Thomas Dalla Costa con la direzione di Bernard Aikema. Offre al visitatore un percorso nella grande arte occidentale, tra dipinti che rappresentano prestiti eccezionali e circa 30 opere grafiche tra disegni del maestro, precursori ed eredi, da Lucas Cranach, Albrecht Dürer, Rembrandt e Antoine Watteau. Un viaggio lungo i secoli, dal Cinquecento, “segnato” da personalità eccezionali, fino all’Ottocento e le sue numerose correnti creative.
Si parte proprio da Pieve, il paese in cui Tiziano nasce e in cui torna, appena è possibile, tra le montagne dell’infanzia, sempre presenti nelle sue opere, anche se reinterpretate e trasfigurate. Nel Battesimo di Cristo dei Musei Capitolini le figure sono inserite in un paesaggio costellato di simboli. Il centro della scena è il Cristo che assorto affronta il primo passo nella sua vita “pubblica” ma in primo piano la figura del committente, il mercante Giovanni Ram, assorto nella contemplazione della figura del Salvatore e del divino che irrompe nel quotidiano, appoggiato ad una roccia. I colori sono vibranti ed è come se si percepisse un tacito invito a “entrare” nel borgo raffigurato con una torre e il profilo di alcune montagne sullo sfondo, forse un nostalgico affiorare delle memorie d’infanzia.
Nel cuore dell'abisso: un viaggio nell'Italia nascosta
Lipari, Sud profondo e ancestrale. Qui una mostra fotografica su un’Italia che esiste sotto la superficie del nost...CITAZIONI
Nell’Orfeo ed Euridice di Bergamo (Accademia Carrara) l’artista sdoppia, in un certo senso, lo scenario: tutto ciò che si contempla appare rassicurante e sereno a sinistra, all’orizzonte si staglia una chiesa e il suo campanile, e oscuro e intimidatorio sulla destra, con sullo sfondo la bocca dell’inferno. Paesaggio che diventa anche mondo interiore e metafisico. Processo evidente in un altro capolavoro che si può ammirare in mostra, la Penitenza di San Giovanni Crisostomo di Lucas Cranach prestata dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. Ed una testimonianza dei continui rimandi, citazioni e influenze reciproche. Venezia nel Cinquecento è un grande centro commerciale e artistico, dove fiorisce una ampia e rinomata attività di stampa.
Il maestro ne intuisce il potenziale mercantile – è un suo tratto distintivo - e si organizza, lavora con Giulio Campagnola e così, anche grazie a questa attività che si potrebbe definire tranquillamente imprenditoriale, l’Europa si riempie di vedute, ritratti, riproduzioni di opere, che crea una rete fittissima di intrecci e di rimandi, da Durer, Rembrandt, al vedutista Ricci, agli acquarelli romantici dell’inglese Josiah Gilbert.
LUOGHI DELL’INFANZIA
Acquarelli che ritraggono, con gli occhi di un viaggiatore romantico dell’Ottocento, le montagne tra cui è cresciuto il giovane Tiziano. Siamo nella seconda metà del XIX secolo, il Grand Tour non è più solo la permanenza nelle grandi città d’arte, ma si anima del desiderio di un viaggio più autentico, nella natura, nel silenzio e nella ricerca a tutti i costi del sublime. Gilbert è pittore, scrittore, saggista e raffinato intellettuale, per lui le montagne non sono un confine da superare, ma l’inizio di una esperienza che sconfina nell’infinito.




