Dal 6 marzo al 5 luglio di quest’anno si è svolta a Roma una Mostra di pittura proveniente dai Musei di Vienna. Tra le oltre cinquanta opere, figuravano autori quali Rubens, Tiziano, Van Dyck, Bruegel il Vecchio, Velàzquez, Caravaggio ed altri. All’inizio della visita, una rotonda molto suggestiva presentava tre architetti in dialogo tra loro. Si trattava di Antonio Cipolla (1820/1874), progettista del palazzo che ha ospitato la Mostra, Gottfried Semper (1801/1879), tedesco di Amburgo e Karl von Hasenauer (1833/1894), austriaco di Vienna, entrambi amici del Cipolla e molto noti in Italia.
Subito dopo la visita spiegata da un personaggio che ammiro per la capacità professionale restando semplice al tempo stesso nonostante la dovizia dei particolari, eccomi alla ricerca di quel che ho pensato subito: Hasenauer mi ricorda qualcuno. Mi ricorda infatti Dwight “Ike” Eisenhower, 34° Presidente degli Stati Uniti dal 1953 al 1961 e prima ancora Comandante in Capo delle Forze Alleate in Europa durante la seconda guerra mondiale dello scorso secolo. Proveniente da immigrati austro-alsaziani in origine, appunto, Hasenauer, alla fine del XVIII secolo raggiunse il nuovo mondo e più esattamente il Texas dove già esisteva una piccola ma compatta comunità di ceppo germanico.
Il nonno di Dwight, Frederick, aveva nel frattempo già modificato il suo cognome e quando il figlio David Jacob sposò Ida Elisabeth Stover, la coppia andò ad abitare nel Kansas ad Abilene e dalla loro unione nacquero sei figli, tutti maschi, con Ike quale terzo il 14 ottobre 1890 a Denison (Texas) mentre la madre era da una sorella. Dopo gli studi primari nella stessa Abilene, Dwight frequentò l’Accademia Militare di West Point tra il 1911 e il 1915, risultando primo del suo corso ed anche miglior giocatore di football. Il 1° luglio 1916 sposò a Denver (Colorado) “Mamie” Geneva Doud. La coppia ebbe due figli con il più grande purtroppo deceduto a tre anni.
Straordinario organizzatore in tutti i sensi senza mai vacillare anche quando tutto sembrava andare per il verso opposto, Ike durante la vita militare non sbagliò una mossa e ben presto si trovò al vertice con estrema naturalezza e senza trovare ostacoli, eccezion fatta forse per il generale dell’Arkansas, Douglas MacArthur. Il suo prestigio personale gli fece vincere a mani basse le elezioni del 1953 e 1957 e per un soffio invece non riuscì a far vincere il suo giovane Vice, Richard Nixon, superato dal democratico John F. Kennedy. “Ike” Eisenhower morì a Washington il 28 marzo 1969.