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Istat, allarme deflazione in 10 grandi città: consumi in picchiata

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Ignazio Stagno
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I consumi vanno a picco e lo spettro della deflazione è sempre più vicino. I prezzi a luglio risultano in calo, su base annua, in diversi capoluoghi di regione o provincia autonoma: Torino (-0,4%), Firenze (-0,3%), Bari (-0,3%), Roma (-0,2%), Trieste (-0,1%) e Potenza (-0,1%). Giù anche a Livorno (-0,7%), Verona (-0,5%), Ravenna (-0,1%) e Reggio Emilia (-0,1%). Consumi a picco - Per ritrovare una fase depressiva così lunga, sul fronte prezzi, occorre andare indietro di oltre mezzo secolo. Adesso come allora, precisamente a cavallo tra il 1958 e il 1959, il termometro dell'Istat segna solo tassi sotto l'1%. Ma il confronto mette accanto due Italie molto diverse. Alla fine degli anni Cinquanta c'era un Paese pronto al decollo, al boom economico. Oggi, invece, si combatte contro una recessione recidiva, che sta sfibrando il tessuto produttivo. E perché il calo dei prezzi non è una buona notizia per il fatto che genera sulle aspettative del consumatore. Che aspettandosi ulteriori cali rinvia potenzialmente all'infinito gli acquisti in programma convinto che così facendo risparmierà ulteriormente. Un'altra tegola sulla ripresa che tarda come sempre ad arrivare. 

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