Udine, 23 gen. - (Adnkronos) - Oltre 10mila posti di lavoro persi dalla fine del 2008, di cui i due terzi nel legno e arredamento, almeno un migliaio di lavoratori in cassa integrazione straordinaria o interessati da contratti di solidarieta'. Diffusione di fenomeni di precarieta', evasione fiscale e contributiva, mancato rispetto delle norme della sicurezza, piaga degli appalti al massimo ribasso. E' il quadro desolante tracciato dalla Fillea-Cgil del Friuli Venezia Giulia dei due grandi comparti rappresentati dalla categoria, costruzioni e legno, due fra i piu' colpiti dalla crisi economica e finanziaria. A rendere noti i dati, il segretario Villiam Pezzetta, in occasione del direttivo regionale convocato a Udine, alla presenza di una cinquantina di delegati e del segretario generale Walter Schiavella, leader di una categoria che conta 360mila iscritti a livello nazionale e circa 8mila in regione. Il settore delle costruzioni, indotto escluso, conta 11.300 addetti a livello regionale, contro i 14.4000 di fine 2008, con una perdita dunque di 3.100 posti (e 700 imprese). A questo si aggiunge il ricorso alla cassa integrazione, che nel 2012 ha toccato i 2,5 milioni di ore, il 25% in piu' del 2011 e il triplo del 2008. " Non ci sono risorse - dichiara Pezzetta - e il patto di stabilita' ha ridotto ulteriormente le opere pubbliche. Ad aggravare la situazione il criterio del massimo ribasso con cui vengono appaltati ancora oggi molti lavori, esasperando la competizione tra imprese, abbassando la qualita' dei lavori, la sicurezza, il rispetto di norme e contratti. Tutto questo - rimarca il segretario - con la beffa finale dei mancati risparmi per le casse pubbliche, a causa di rincari in corso d'opera che a volte coprono interamente il ribasso iniziale". (segue)




