(Adnkronos) - Altro discorso vale per le opportunita' delle imprese italiane all'estero. "Non abbiamo in Italia strumenti che consentano agevolazioni e strutture finanziarie necessarie per quando le piccole medie imprese vanno all'estero". A sostenerlo e' Stefano Neri, presidente e Ad di Terni Energia. In generale, per chi volesse intraprendere la strada dell'internazionalizzazione, secondo gli esperti e lo stesso rapporto dell'Oir, ci sono mercati "piu' che promettenti". Paesi che hanno 'fame' di energia sono, ad esempio, i Balcani, l'India, il Medio Oriente, l'America Latina, l'Africa del Sud e il Mediterraneo in generale. "Si tratta di Paesi con obiettivi molto ambiziosi in termini di potenza installata e cio' fa si' che il mercato delle rinnovabili sia in forte crescita. Anche se a livello globale si assiste a una riduzione degli incentivi - si legge nel rapporto Oir - sono soprattutto il basso costo della manodopera e dei componenti a spingere le aziende verso nuovi mercati ancora lontani dalla saturazione". Per Riccardo Monti, presidente dell'Ice, non bisogna abbandonare un settore "che e' stato l'unico elemento, negli ultimi anni, a generare sviluppo nel meridione del Paese". Piu' "drammatico" e' l"energy divide' piu' il mercato "diventa interessante". Nei Paesi africani, oltretutto, "se lo Stato e' equity investor di un'azienda che decide di investire, quest'ultima sara' piu' garantita e protetta dai rischi".




