(Adnkronos) - Le proposte del Governo sono al centro degli interrogativi delle aziende presenti, da Kinexia, Rwe, Erg, Terni Energia, fino a E.On e Enel Green Power. Se per alcuni "pacta sunt servanda", Per Francesco Starace, Ad di Enel Gp, la proposta di Zanonato e' "perfetta, facile e non impatta su temi legali impossibili o retroattivita'". Anche per Pietro Colucci (Kinexia), "la strada e' quella giusta". In sostanza, in un'ottica di 'divisione dei compiti' tra pubblico e privato la questione sollevata dall'imprenditore e': perche' continuare con gli incentivi se le imprese attive nel segmento rinnovabili non fanno piu' utili? La proposta di Zanonato punta ad alleggerire la bolletta riducendo gli oneri delle rinnovabili (componente A3): gli incentivi sarebbero diluiti in 30 anni invece che nei 20 gia' stabiliti per legge. Per stabilizzare il peso dei sussidi alle rinnovabili si ricorrerebbe all'emissione di un'obbligazione di 3 miliardi di euro e con un interesse del 4% annuo. "Il mio sogno - dice Umberto Tamburino, ceo di Antin Solar Investments - e' che il presidente del Consiglio un giorno dica che le regole non si cambiano per i prossimi 3,4 anni". A parlare di regole, anche Guido Bortoni, presidente dell'Autorita' per l'Energia elettrica e il gas che difende la delibera 281 e sostiene: "La politica degli incentivi e' destinata a calare drasticamente. I mercati dell'energia devono essere affiancati dai mercati della capacita' affinche' la tenuta del sistema elettrico possa reggere". (segue)




