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Governo, ecco la stangata su chi compra casa

Ignazio Stagno
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Il governo fa cassa con la casa. Come se non bastassero le imposte sugli immobili, ecco che arriva pure il prelievo sulle somme versate per l'acquisto delle case. Il trucco, studiato da palazzo Chigi e da via XX settembre riguarda tuttte le transazioni per l'acquisto degli immobili. In un articolo del maxiemendamento che approda in Aula viene ribaltata la compravendita immobiliare. Di fatto l'erario incasserà una bella sommetta su tutte le transazioni che ci saranno tra acquirente e venditore dell'immobile. Il trucco - Ecco come: Il maxiemendamento prevede che il notaio versi presso un conto corrente la somma che l'acquirente deve pagare per l'immobile, gli onorari dovuti allo stesso professionista e anche le eventuali somme per estinguere le spese condominiali. Il denaro resterà lì fino a quando il contratto non sarà trascritto dal notaio. Quindi, se i tempi non cambieranno, da una settimana fino a 30 giorni, che è il limite massimo previsto dalla legge. Il governo dovrà chiarire, come racconta il Giornale se il conto corrente sarà aperto direttamente dal notaio o se sarà un conto unico per tutti. Ma resta una certezza: gli interessi maturati  sul conto non andranno né al venditore né al compratore, ma alimenteranno "i fondi di credito agevolato" destinati "ai finanziamenti alle piccole e medie imprese". Insomma i soldi per comprare le case resteranno per un po' di tempo in una sorta di limbo su cui il governo potrà guadagnare un bel pò di interessi. Così gli immobiliaristi protestano e puntano il dito contro il governo: I nuovi obblighi "rallenteranno ulteriormente il mercato immobiliare", già in sofferenza. Ma al governo interessa far cassa. Con buona pace del mercato immobiliare.

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