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Pil: Scaglia (Confindustria Bergamo), 'sbloccare Tav e cantieri'

di AdnKronos domenica 3 febbraio 2019

2' di lettura

Milano, 1 feb. (AdnKronos) - "Oggi da Bergamo, uno dei motori economici del paese, viene lanciato un segnale importante. Tutte le imprese di ogni settore e dimensione insieme ai lavoratori, dicono forte e chiaro che le grandi opere nazionali sono imprescindibili fattori di sviluppo ed occupazione e chiedono a gran voce che si proceda alla realizzazione di quanto pianificato, a partire dalla Tav Torino-Lione, e che si ritiene inconcepibile, in un momento di rallentamento economico, bloccare ulteriori cantieri già finanziati ed avviati". Lo afferma Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo, nel corso della conferenza stampa su 'Infrastrutture per lo sviluppo l’occupazione e l’ambiente. Bergamo e l’Italia in Europa'. Un appuntamento in cui le organizzazioni imprenditoriali del territorio, insieme ai sindacati provinciali, hanno presentato un documento condiviso sulla necessità che il Paese disponga di un sistema di infrastrutture adeguato e moderno, di cui la Tav risulta "elemento imprescindibile". Come evidenzia il manifesto, "Appare inconcepibile che il governo fermi i cantieri delle Grandi Opere e rimetta in discussione investimenti come quello della Torino-Lione, già valutati, discussi, rivisti, progettati, finanziati e in corso di realizzazione, mettendo a rischio l’integrazione economica del nostro Paese, su scala soprattutto europea, nella quale si sviluppa quasi il 60% dell’export e dell’import italiano, perdendo l’occasione per promuovere un sistema dei trasporti centrato sull’intermodalità, con una maggiore quota su ferro sulle lunghe distanze, più economico, più rapido, sicuro e sostenibile". Le imprese e i rappresentanti dei lavoratori della provincia di Bergamo, "prendendo atto con disappunto del taglio degli investimenti per nuove opere inizialmente previsti in manovra da 3,5 miliardi a soli 500 milioni, sollecitano il governo a operare per il rilancio delle grandi opere già appaltate per un valore di 25 miliardi oggi bloccate e per una semplificazione delle procedure burocratico-amministrative e la revisione del codice degli appalti".

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