Quando un padre muore lasciando tre figli eredi e uno di essi risulta irreperibile, gli altri due non sono costretti ad aspettare all’infinito per entrare in possesso della propria quota.Il nostro ordinamento privilegia il principio di universalità della divisione (Tribunale di Salerno, Sez. 2, sent. n. 1635/2020), secondo cui idealmente l’intero patrimonio ereditario dovrebbe essere diviso in un’unica soluzione. Tuttavia, tale principio non è assoluto. La legge consente la divisione parziale: è possibile dividere subito solo alcuni beni, lasciando gli altri in comunione per essere divisi successivamente con un “supplemento di divisione”.
Questo è espressamente ammesso dall’art. 762 c.c. ed è stato confermato dalla Cassazione Civile, Sez. 2, n. 9869 del 15 aprile 2025 e dal Tribunale di Salerno (sent. n. 1635/2020). La parte già assegnata con la divisione parziale vale come acconto sulla quota definitiva (Tribunale di Siracusa, sent. n. 1966 del 25 settembre 2024).Il principale ostacolo è il litisconsorzio necessario: tutti gli eredi devono partecipare al giudizio di divisione. Se uno è irreperibile, il processo non può proseguire normalmente (Tribunale di Torino, Sez. 8, sent. n. 5518/2017).
La soluzione, come ricorda Brocardi.it, è la nomina di un curatore speciale da parte del Tribunale. Si tratta di un avvocato che rappresenta e tutela gli interessi dell’erede assente nel processo, permettendo così agli eredi presenti di procedere con la divisione (totale o parziale) senza dover attendere che l’erede irreperibile ricompaia.In questo modo è possibile sbloccare la situazione anche di fronte a eredi scomparsi da molti anni.