Nel 2026 molti contribuenti rischiano di trovarsi di fronte a una spiacevole sorpresa al momento della dichiarazione dei redditi: l’obbligo di restituire parte o tutto il Trattamento Integrativo (ex Bonus Renzi) percepito mensilmente in busta paga.Il meccanismo fiscale prevede infatti che diverse agevolazioni vengano erogate in via anticipata dal datore di lavoro, sulla base di una proiezione del reddito annuo.
Solo al termine dell’anno, con il conguaglio definitivo, si accerta se il contribuente ne aveva realmente diritto. In caso contrario, scatta l’obbligo di restituzione.È il caso del Trattamento Integrativo da 1.200 euro annui (100 euro al mese). Il beneficio spetta integralmente per redditi compresi tra 8.174 e 15.000 euro. Tra 15.000 e 28.000 euro è invece condizionato al superamento di una specifica soglia di detrazioni. Straordinari, premi di produzione o altre voci che fanno salire il reddito oltre questi limiti possono determinare la decadenza totale dal beneficio e l’obbligo di restituire quanto già incassato.Situazioni analoghe si verificano anche in altri ambiti.
I lavoratori impatriati che hanno usufruito della tassazione agevolata devono mantenere la residenza fiscale in Italia per un periodo tra i 4 e i 5 anni: in caso di trasferimento all’estero prima di tale termine, decadono dal regime e sono tenuti a restituire le imposte risparmiate, oltre a sanzioni e interessi.Nel settore immobiliare, i benefici legati all’acquisto della prima casa (aliquota ridotta dell’imposta di registro al 2%) possono essere revocati dall’Agenzia delle Entrate entro tre anni se, ad esempio, l’immobile viene venduto prima di cinque anni senza riacquisto di un’altra abitazione principale entro dodici mesi, se non si vende l’immobile precedente entro due anni, o se non si trasferisce la residenza anagrafica entro diciotto mesi dall’acquisto. In questi casi il contribuente dovrà pagare la differenza d’imposta, una sanzione del 30% e gli interessi.