Potenza, 15 gen. - (Adnkronos) - "La richiesta di cassa integrazione straordinaria per ben 24 mesi e' la prima conseguenza certa di un Piano industriale che - annunciato in grande stile - si continua a non conoscere nei dettagli, tempi, distribuzione di investimenti e soprattutto garanzie certe ed esigibili; anche perche' il tema di come saturare a regime le capacita' produttive e quindi gli attuali livelli occupazionali diretti e dell'indotto, e' tutt'ora aperto". Lo dichiarano in una nota congiunta la Cgil Basilicata, la Fiom Basilicata e la Cgil di Potenza che intervengono nuovamente sulla cigs a rotazione a partire dall'11 febbraio prossimo dopo le critiche espresse dalla Fiom. Le organizzazioni chiedono di "conoscere il piano industriale nel massimo dettaglio" e di "capire come ridurre al massimo gli impatti ed i rischi occupazionali che si scaricheranno su un indotto (con quasi tremila addetti) gia' attraversato da crisi, ristrutturazioni e cassa integrazione straordinaria gia' operante". "Di fronte ad un annuncio di tale portata ed agli effetti che potrebbe avere sul futuro dello stabilimento Fiat e dell'indotto di Melfi - aggiungono - occorre che la Regione Basilicata, destinataria della richiesta di cigs, nell'espletare l'esame congiunto previsto dalla normativa vigente in materia, assicuri a tutte le parti sociali che operano sul territorio, la salvaguardia delle prerogative di legge, evitando il ripetersi di situazione incresciose verificatesi in passato".




