Perugia, 16 gen. (Adnkronos) - "Le imprese non ne possono piu', la misura e' ormai colma. Per questo, dopo un 2012 terribile, chiediamo per l'anno in corso il blocco di tutti gli aumenti delle imposte, a cominciare dalla revisione dell'Imu e dalla garanzia che la Tares non si traduca in un ulteriore aggravio per le imprese". Bastano poche parole al vice presidente regionale della Cna dell'Umbria, Renato Cesca, per esprimere lo scoramento di migliaia di piccoli e piccolissimi imprenditori di fronte ai livelli raggiunti dalla tassazione locale e nazionale e il timore che, dopo le batoste dell'anno appena finito, anche il 2013 veda un'ulteriore crescita dell'imposizione fiscale. Mentre le imprese che sono riuscite a non chiudere i battenti stentano a riprendersi dai postumi del pagamento del saldo Imu di dicembre, ecco che all'orizzonte si profila una nuova imposta, la Tares, che in materia di rifiuti andra' a sostituire le vecchie Tarsu/Tia. "Dal 2009 a oggi - afferma Cesca - abbiamo assistito all'aumento progressivo del costo dello smaltimento dei rifiuti, nonostante l'introduzione della raccolta differenziata e la riduzione del volume totale dei rifiuti. Oggi sentiamo che la Tares si tradurra' in ulteriori, sensibili, aumenti. Ci chiediamo cosa ci sia alla base di questo circuito perverso. Azzardiamo: forse va cambiato qualcosa nell'organizzazione dell'intero sistema di raccolta, stoccaggio e smaltimento? Forse le percentuali reali di raccolta differenziata sono diverse da quelle sbandierate? Pretendiamo una risposta chiara a questi interrogativi: siamo stanchi di aprire un portafogli sempre piu' vuoto senza capire bene come si compongono le voci di costo dei servizi". (segue)




