Roma, 11 nov. (Adnkronos/Ign) - Le imprese del commercio "sono stremate" e il 2014 "non sarà certo l'anno di una ripresa sostanziale". E' la visione, tutt'altro che ottimistica, del presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, intervenuto oggi alla Giornata di mobilitazione nazionale 'Legalità, mi piace'. La ripresa non ci sarà, sottolinea, "anche per gli effetti di una legge di stabilità, che se non verrà corretta in Parlamento, lascerà di fatto irrisolti i problemi strutturali della nostra economia e, soprattutto, non avvierà quella stagione di riforme, prima fra tutte quella fiscale, che auspichiamo da tempo". Diversa l'opinione del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni che, durante il suo intervento alla Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza ad Ostia, ha annunciato che "dopo una crisi grave e prolungata gli ultimi dati congiunturali segnalano che l'attività economica si sta stabilizzando e che il paese si sta avviando verso una graduale ripresa". Nel corso della giornata organizzata presso la sede di piazza Belli è stata poi presentata un'indagine di Confcommercio su dati Istat, Censis e Format Research, dalla quale emerge che tra abusivismo e contraffazione il commercio al dettaglio e la ristorazione perde complessivamente 17,2 miliardi all'anno di fatturato. Inoltre in termini di valore aggiunto le imprese del commercio stimano una perdita di 3,8 miliardi, mentre in termini di imposte dirette e contributi la mancanza è pari a 1,5 miliardi. Il 'fatturato' dei prodotti contraffatti viene invece stimato in circa 6,5 miliardi di euro nel 2013, con il 76% dei prodotti contraffatti concentrato nelle voci di spesa per abbigliamento e accessori, prodotti audiovisivi (cd e dvd) e prodotti alimentari e bevande. Nel dettaglio, l'abusivismo commerciale (sede fissa e ambulante) causa perdite per 8,8 miliardi, pari al 4,9% del fatturato regolare. L'abusivismo nel turismo (bar e ristorazione) costa invece 5,2 miliardi nel 2013, poco più del 10% del volume d'affari del settore. La contraffazione costa invece 3,3 miliardi. Gli esercizi commerciali abusivi-irregolari con sede fissa arrivano al 4,2%, quelli in aree pubbliche o mercati arrivano al 19,4% da cui deriva una media ponderata del 7,1%. Ma non è tutto. Secondo la Confcommercio a causa dell'illegalità rischiano di sparire 43 mila negozi regolari all'anno assieme a 79 mila lavoratori regolari. Il solo settore turistico vede a rischio di non-sopravvivenza 27.000 imprese e 106.000 occupati regolari. A livello territoriale l'abusivismo colpisce molto di più il Mezzogiorno dove la percentuale arriva all'11,6% tra Sud e Isole, quindi più del doppio che al Nord. "Siamo in una situazione di allarme rosso e chiediamo, dunque, tolleranza zero contro ogni forma di illegalità", avverte Sangalli. Illegalità che "si annida nelle professioni, nei servizi e nei trasporti per non parlare del contrabbando" a fronte della quale le imprese del commercio reclamano "tolleranza zero e una maggiore attenzione anche nelle scelte del legislatore", evidenziando come esistano "accanto a forme di illegalità più note alcune specie di concorrenze sleali più subdole ma non meno gravi che vanno contrastate con il massimo rigore". Il presidente di Confcommercio quindi chiede con forza "stesso mercato, stesse regole, è questo il principio su cui costruire un contesto economico e sociale realmente sano, legale e concorrenziale".