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Legge di stabilità, accordo Pd-Pdl "No tax area fino a 12mila euro"

domenica 17 novembre 2013

2' di lettura

Roma, 11 nov. (Adnkronos) - Aumentare la no tax area, portandola a 12.000 euro. E' la proposta presentata da Pdl e Pd in un emendamento alla legge di stabilità. L'emendamento andrebbe a sostituire l'attuale comma che prevede una modifica delle detrazioni sul lavoro dipendente per ridurre il cuneo fiscale. La proposta, già annunciata nei giorni scorsi, è stata valutata molto onerosa dal governo. L'emendamento delega l'esecutivo a istituire una soglia di esenzione dall'Irpef per tutti i soggetti che dichiarano un reddito complessivo inferiore a 12.000 euro. Secondo un emendamento analogo, presentato da un gruppo di senatori del Pdl, il costo dell'operazione ammonterebbe a 1,8 miliardi. Nello stesso emendamento si stabilisce che, conseguentemente, dal prossimo anno "le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione e le società delle stesse amministrazioni non possono effettuare spese per consumi intermedi di ammontare superiore al 70% della spesa sostenuta nel 2012". Il governo, inoltre, dovrà adottare un regolamento per "adeguare gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip". Con un'altra proposta di modifica, presentata da Pd e Pdl, viene modificato il comma della legge di stabilità che rimodula le detrazioni per il lavoro dipendente. Intanto il relatore alla manovra Antonio D'Ali, insieme al altri due senatori del Pdl, Mandelli e Sacconi, ha proposto una modifica per cancellare gran parte della riforma immobiliare e sostituire l'imposta municipale propria con Tributo unico comunale (Tuc). L'emendamento cancella gli articoli dal 19 al 23 della manovra e introduce un tributo da applicare "sugli immobili e sui servizi indivisibili". Per trovare risorse destinate alla copertura del Tuc sugli immobili arriva poi l'emendamento annunciato da D'Alì che prevede la sdemanializzazione delle aree marittime: una vendita degli stabilimenti balneari, con diritto di prelazione degli attuali titolari delle concessioni. Una proposta, quest'ultima, bocciata dal viceministro dell'Economia, Stefano Fassina: "Non credo che sia nell'interesse del Paese, oggi, l'alienazione di demanio marittimo" dice a margine della riunione dell'Ecofin a Bruxelles sul bilancio Ue 2014. "Non risolve i problemi finanziari perché poi le risorse andrebbero alla riduzione del debito e quindi non potrebbero essere utilizzate per ridurre le tasse sul lavoro, le imprese o la casa". Di certo, assicura, "la manovra rimarrà solida" nonostante i numerosi emendamenti presentati. "Non va enfatizzata la numerosità o la fantasia di qualche emendamento, fa parte della discussione. Nei prossimi giorni - conclude - guardando emendamento per emendamento riporteremo la discussioni in ambiti assolutamente fisiologici".

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