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Alitalia, si avvicina il giorno della verità Le Figaro: AF dirà no ad aumento capitale

domenica 17 novembre 2013

3' di lettura

Roma, 11 nov. (Adnkronos/Ign) - Air France-KLM annuncerà in cda il rifiuto a partecipare all'aumento di capitale di Alitalia. Lo scrive il quotidiano francese 'Le Figaro', citando fonti interne alla compagnia franco-olandese. Per Alitalia si avvicina il giorno della verità. Si riunirà mercoledì, e non martedì come inizialmente previsto, il consiglio di amministrazione per affrontare due nodi cruciali per la sopravvivenza del compagnia: il nuovo business plan e l'aumento di capitale, la cui sottoscrizione riservata ai soci si chiude il 14 novembre. E, intanto, proprio alla vigilia della riunione del board, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, incontrerà i vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. A fronte delle notizie che circolano, ormai da giorni e da settimane, su possibili tagli di personale e di sforbiciate del 20% agli stipendi, sul fronte sindacale l'allerta è massima. Le federazioni di categoria dei trasporti, che attendono una convocazione dell'azienda, hanno messo in chiaro di essere "indisponibili" a nuovi esuberi. A compiere il primo passo con i sindacati è, dunque, il ministro Lupi. Si tratta di vedere ora quali indicazioni, in termini di prospettive future industriali e occupazionali di Alitalia, il titolare del dicastero di Porta Pia fornirà ai sindacati per allentare una tensione che sta crescendo di giorno in giorno. A 48 ore dal cda, l'attesa è tutta concentrata sulle carte che scoprirà l'amministratore delegato dell'aviolinea, Gabriele Del Torchio, che sta lavorando al nuovo piano industriale 'stand alone'. Piano che dovrebbe consentire in questa fase ad Alitalia di riorganizzarsi con le proprie forze evitando di bruciare l'iniezione di liquidità che arriverà con la ricapitalizzazione. Un piano non certo indolore. Anzi. Si rincorrono voci sui possibili interventi sulla flotta e sul network che, inevitabilmente, avranno un impatto sull'occupazione. Una delle ipotesi è che il nuovo piano preveda la messa a terra di 10-15 macchine di medio raggio. Considerando, come spiegano anche fonti sindacali, che intorno a un aereo ruota un centinaio di lavoratori (10 piloti, 30-40 assistenti di volo e per il resto addetti di terra), ne risulterebbero almeno 1000 esuberi. A questi si aggiungerebbe il mancato rinnovo dei circa 2000 contratti stagionali. Ma il piano, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere ancora con più 'lacrime e sangue' visto che si parla di esuberi fino a 4000 unità nell'ambito di un piano di risparmi fino a 400 milioni di euro. Secondo fonti vicine al dossier, i risparmi ottenuti sulle principali voci di costo verrebbero ad attestarsi a 250 milioni. C'è poi la partita, che si intreccia con quella del piano industriale, dell'aumento di capitale varato dall'assemblea il 15 ottobre scorso. Mercoledì il cda farà l'aggiornamento della situazione in vista della scadenza del 14 novembre, quando scadrà il periodo della sottoscrizione riservata ai soci. Dopo il versamento da parte di Immsi, Intesa SanPaolo e Atlantia, e, tra i piccoli azionisti, di Pirelli e Maccagnani, si attendono le decisioni degli altri soci. Il cda, che però potrebbe farlo anche in una successiva riunione, dovrà poi fissare una scadenza per la sottoscrizione dell'inoptato. Secondo alcune ipotesi, il termine potrebbe essere quello di fine anno. "Da Alitalia ci aspettiamo un piano industriale credibile e convincente e i dettagli li vedremo quando saranno ufficiali" ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato. Se poi vi fossero degli esuberi questo "lo giudico un grosso problema - ha detto il ministro - che bisognerà risolvere".

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