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Gas: presidente Consiglio Puglia, Tap non sia fonte di contrasto tra territori

domenica 17 novembre 2013

2' di lettura

Bari, 11 nov. (Adnkronos) - "Il gasdotto Trans-Adriatico conosciuto come Tap (Trans Adriatic Pipeline ndr) e' un'opera che puo' rappresentare un'opportunita' per la nostra Regione, ma che non deve diventare fonte di contrasto per i territori pugliesi". Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, nel corso dell'incontro al quale hanno partecipato i colleghi consiglieri dell'area brindisina e leccese, un rappresentante dell'Anci e il sindaco di Brindisi Mimmo Consales. Attualmente il progetto del gasdotto e' in una fase di pianificazione iniziale che prevede l'ottenimento di tutte le autorizzazioni. La documentazione per la valutazione di impatto ambientale (Via) e' stata consegnata il 10 settembre scorso. Il Tap fa parte dei progetti infrastrutturali in campo energetico ritenuti prioritari dall'Unione europea ed e' inserito fra i progetti cofinanziabili dall'Ue tramite il programma reti trans-europee dell'energia. Secondo il progetto iniziale l'infrastruttura (870 chilometri) che dal Mar Caspio dovrebbe trasportare il gas in Europa, dovrebbe approdare a San Foca di Melendugno, in provincia di Lecce. All'incontro erano presenti i consiglieri regionali Donato Pellegrino, Maurizio Friolo, Giovanni Brigante, Eupreprio Curto, Pino Romano, Giovanni Epifani, Antonio Scianaro, Francesco De Biasi. La soluzione di Melendugno ha creato fra la popolazione di quell'area pugliese perplessita' "ma nessuno ha mai ipotizzato il trasferimento nell'area del brindisino", ha sottolineato il presidente Introna. E su questo il sindaco di Brindisi Consales non lascia spazio, ribadendo la sua totale indisponibilita' a "svendere il territorio. Non accetteremo mai - ha detto - che la nostra citta' diventi la pattumiera pronta ad accogliere quello che altre popolazioni piu' vivaci riescono ad evitare". Fra l'altro l'ipotesi di poter barattare il gas con la chiusura del ciclo del carbon fossile e' molto remota, in quanto l'investimento richiesto per la riconversione di Cerano a gas, "ammonterebbe a 800 milioni di euro e non e' all'ordine del giorno", conclude Introna.

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