(Adnkronos) - Nella regione regina di qualità ben 5 dei 43 extravergine italiani riconosciuti dalla comunità europea secondo l'ultimo rapporto Istat con 4 Dop (Terre di Siena, Chianti Classico, Lucca, Seggiano) e 1 Igp (Toscano Igp), si produce appena il 4% dell'olio nazionale ma se ne imbottiglia e commercializza il 36-37%; 10 volte l'olio che i nostri 17milioni di olivi sarebbero in grado di sostenere. La parte mancante di quel 36%-37% che "gonfia" la capacità produttiva toscana arriva dall'estero, Tunisia, Spagna, Grecia, per essere miscelata e confusa con l'olio toscano attraverso marchi famoso sinonimo di garanzia di qualità ed italianità. Ecco spiegato il dato "mostruoso" sul valore dell'export che purtroppo non rende merito alla qualità dell'extravergine certificato commercializzato al di fuori dei confini nazionali: l'olio di oliva - ma purtroppo non solo quello come hanno dimostrato i tanti recenti sequestri - arriva in Toscana, viene 'raffinato' ed imbottigliato, e poi spedito e venduto all'estero allo sprovveduto consumatore convinto di aver acquistato un prodotto toscano quando di toscano c'è poco, se non nulla. (segue)