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Pmi: Zaia, no a cancellazione retroattiva incentivi assunzioni

domenica 17 novembre 2013

2' di lettura

Venezia, 13 nov. (Adnkronos) - "Quale fiducia possono riporre i cittadini, le famiglie e le aziende in uno Stato che non si accontenta di depredarli con tasse e balzelli, ma addirittura li beffa chiedendo indietro i soldi che aveva dato loro per rilanciare l'occupazione? Questo comportamento ha un nome: si chiama truffa". Più che amareggiato il presidente della Regione, Luca Zaia, si sente "offeso come cittadino" per la situazione denunciata da Confartigianato, Cna, Casartigiani, Cgil, Cisl e Uil del Veneto, che "vede l'Inps pretendere dalle piccole e medie imprese la restituzione degli incentivi loro assegnati per aver assunto, in base a una legge dello Stato, nuovi dipendenti utilizzando le liste di mobilità dei Centri per l'Impiego". "Quello che sta accadendo - spiega Zaia - è un'offesa a tutte quelle persone, siano essi lavoratori, imprenditori privati e amministratori pubblici, che, tra mille difficoltà, lottano quotidianamente con orgoglio e coraggio per uscire dalla crisi, cercando di creare e di mettere a frutto nuove opportunità di ripresa. E lo Stato cosa fa? Illude tutti distribuendo incentivi per l'occupazione, propinandoli come fossero le giuste armi per sconfiggere la recessione e poi quelle stesse armi le fa scoppiare tra le mani della gente. La misura è più che colma, non può essere che a pagare il prezzo salato di queste politiche suicide siano i lavoratori, gli artigiani e le piccole imprese, cioè proprio quelle risorse umane e professionali imprescindibili su cui fare affidamento per superare questa difficile fase economica". "Non bastassero tutti i denari che Roma carpisce ai nostri territori - conclude Zaia -, adesso, le imprese venete dovrebbero restituire 50 milioni di euro a causa della cancellazione retroattiva degli sgravi sulle oltre 56 mila assunzioni effettuate nel biennio 2011-2012. Se Governo e Parlamento non metteranno una pezza a questa assurda e deplorevole situazione, sappiano che si assumono la responsabilità di aver sferrato l'ennesima mazzata a un sistema già stremato da tante, da troppe e ingiuste vessazioni".

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