(Adnkronos) - Il mercato interno italiano, continua a registrare qualche percentuale di riduzione nel consumo, ma soprattutto a scapito dei vini comuni, segno della stabilizzazione di un consumo più consapevole degli italiani ed una maggiore accuratezza nella scelta di vini certificati. I principali importatori di vino, sul mercato mondiale, risultano essere, per quantitativi, nell'ordine: Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia, Cina e Canada; per valore del vino importato la classifica diventa: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Cina, Giappone e Svizzera. È da notare che una delle cantine molisane è tra i primi esportatori, tra i produttori di vini italiani, verso la Cina. L'attenzione delle aziende vitivinicole molisane ed europee, guarda con interesse alla discussione in atto per la abolizione del regime attuale dei diritti di impianto, previsto per la fine del 2015. Infatti, oggi vi è un controllo sulle superfici vitate, che regola gli ettari che possono essere piantati a vigna. L'abolizione dei diritti di impianto potrebbe sconvolgere gli attuali assetti produttivi all'interno delle aree viticole e una crescita della viticoltura industriale, con forti interrogativi sul reddito dei produttori. Occorrerà evitare ulteriori penalizzazioni per le aree vocate e tradizionali, come il Molise, sfavorendo la delocalizzazione verso le aree del nord e dell'est Europa. Comunque, in attesa di una maggiore definizione degli scenari legislativi, i molisani, le cantine e gli amanti del buon vino si possono godere il frutto della vendemmia 2013, a cui tutti gli esperti hanno rivolto grandi apprezzamenti.