Catania, 14 nov. (Adnkronos) Sono circa due milioni i giovani 'neet', ovvero i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano (disoccupati e inattivi) e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione. A lanciare l'allarme una ricerca di Confindustria diffusa in occasione della XX Giornata nazionale Orientagiovani. In particolare rileva la ricerca, i Neet sono in totale 2milioni 250mila, pari al 23,9%, e dall' inizio della crisi il loro numero e' cresciuto del 21,1%, ossia 391mila in piu', con un aumento nel 2012 di 95mila unita' (+4,4%). "Molti - rileva la ricerca - sono alla ricerca attiva di lavoro (40 per cento), circa un terzo sono forze di lavoro potenziali e il restante 29,4 per cento sono inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare. In controtendenza rispetto al triennio precedente, nel 2012 l'aumento è ascrivibile esclusivamente alla componente disoccupata (+23,4 per cento pari a +172 mila unità". A spiegare il ritardo dell'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani italiani, c'è anche un altro elemento che li pone a distanza dai coetanei europei, e cioè un approccio all'esperienza dello studio vissuta come esclusiva ed escludente rispetto a quella del lavoro. I due ambiti raramente si intersecano: c'è poca propensione nei giovani italiani a lavorare mentre si studia, a differenza di quanto avviene in altri paesi europei, dove esperienze professionali di vario tipo e sovrapposizioni tra formazione scolastica e aziendale sono più frequenti. (segue)