(Adnkronos) - All'interno del Palazzo dello Sport si potevano ammirare le migliori marche italiane, le più importanti marche straniere, alcuni fabbricanti di motociclette (per le quali già si organizzava a Milano una apposita manifestazione) e le aziende di accessori. Basti dire che erano presenti in Fiera ventuno marche americane, quali: Ford, Chevrolet, Hudson-Essex, Pontiac, Oldsmobile, Reo, Victory, Cadillac, La Salle, Packard, Chrysler. Mancava però ancora un modello di utilitaria a buon mercato, davvero accessibile a una vasta fetta di popolazione. Venivano infatti esposte vetture di grandissima classe, ma anche di altissimo costo. Il Salone milanese dell'Auto ha due picchi storici. Nel 1932 viene presentata la Fiat 508 Balilla, e la mostra viene subito ribattezzata "il salone delle diecimila lire" (tale era il costo della Balilla). Nel 1934 si tocca il picco dei 272mila visitatori. Un successo che scema però inesorabilmente con l'applicazione delle sanzioni comminate all'Italia dalla Società delle Nazioni, in risposta all'aggressione all'Etiopia. L'Italia viene isolata dal resto del mondo e il problema appare subito gravissimo: con la benzina severamente razionata, a favore delle necessità dell'Esercito, dell'Aviazione e della Marina, la circolazione automobilistica crolla ai minimi. Nel 1937, l'ultima edizione del Salone prima della guerra nonché l'ultima a Milano, le nazioni straniere partecipanti sono solo due, Germania e Stati Uniti, e i visitatori appena 37mila. "Oggi - dice l'amministratore delegato di Fiera Milano, Enrico Pazzali, alla presentazione di 'Milano auto show' - il Salone torna a casa, in un mondo radicalmente cambiato, in una fiera che ai tempi nessuno poteva neppure immaginare e con una formula completamente diversa da quella imposta dal mercato ai tempi dei pionieri delle quattro ruote. Tutto è diverso, salvo un punto fermo: Fiera Milano è da quasi un secolo sinonimo di prodotto italiano nel mondo". (segue)