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Casa: Torino, Comune e fondazioni bancarie istituiscono fondo salvasfratti

domenica 17 novembre 2013

2' di lettura

Torino, 15 nov. - (Adnkronos) - Nasce a Torino un fondo 'salvasfratti'. Sottoscritto da Comune, Prefettura, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio, Consorzio intercomunale torinese e associazioni di proprietari e inquilini, l'accordo, attraverso un fondo finanziato per un milione di euro dalle due fondazioni bancarie (500 a testa, ndr) e per 400mila euro dal Consorzio Intercomunale Torinese, mette a disposizione uno strumento in più per aiutare quelle famiglie torinesi in difficile situazione economica e colpite da provvedimento di sfratto per morosità. Nel 2012 i procedimenti esecutivi di sfratto per morosità depositati presso la Corte d'Appello del Tribunale di Torino erano oltre 3mila e 600 casi, un trend che nel primo semestre dell'anno si è confermato in crescita. A beneficiaredel fondo potranno essere le famiglie con reddito Isee fino a 26mila euro, residenti da almeno un anno nell'alloggio oggetto di procedura di sfratto, che abbiano nel proprio nucleo un soggetto considerato debole sotto l'aspetto sociale (over 65, minore o con invalidità superiore al 67%) e possano dimostrare che la diminuzione del reddito familiare (rispetto al 1 gennaio 2011) è causa diretta della morosità sul canone locativo. Il fondo, che sarà gestito da Locare ( servizio comunale di intermediazione tra la domanda e offerta del mercato privato della locazione) in collaborazione con il Consorzio intercomunale torinese, sarà utilizzato per rimborsare una porzione del debito già contratto dall'inquilino (l'80% del dovuto per un importo massimo di 6mila e 400 euro su un debito totale di 8mila euro). Il proprietario dovrà rinunciare alla procedura di sfratto e stipulare un nuovo contratto a canone concordato. Per parte sua, l'affittuario dovrà restituire una parte del rimborso in proporzione al reddito della sua famiglia (il 50% per redditi superiori a 15mila euro, il 30% per quelli compresi tra 8mila e 15mila euro, il 10% se il reddito inferiore agli 8mila euro). Nel caso in cui il proprietario non accetti di rinegoziare la locazione e decida di dare corso comunque allo sfratto, l'ufficio Locare ne individuerà uno nuovo disposto ad affittare il proprio appartamento, secondo le garanzie e con gli incentivi previsti per i contratti a canone concordato (un incentivo a fondo perduto di 1.500 euro, un ulteriore contributo di 3.100 euro in conto canone e l'accantonamento di un fondo di garanzia a parziale copertura delle prime diciotto mensilità in caso mancato pagamento dell'affitto). (segue)

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