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Toscana: indagine, esportazioni dei distretti cresciute del 6,6% (2)

domenica 27 ottobre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - In miglioramento, ma sempre in territorio negativo, le vendite in Spagna (-3,6%), mentre le esportazioni verso la Romania passano dal -10% circa del primo trimestre al +10,3% del secondo. Al di fuori dell'Europa, si segnala la tenuta delle vendite negli Stati Uniti (+12,1%); le altre destinazioni mostrano invece segnali di rallentamento, seppure in un quadro ampiamente positivo. La crescita dei distretti toscani ha continuano anche nel secondo trimestre del 2013 ad essere trascinata principalmente dai distretti del lusso: pelletteria e calzature di Firenze (+8,6%), oreficeria di Arezzo (+15,4%), abbigliamento di Empoli (+14,4%), pelletteria e calzature di Arezzo (+23,1%). Buoni risultati anche per il comparto alimentare (vini del Chianti +11%, olio di Lucca +12,9% e di Firenze +19,4%) e per il marmo di Carrara (+7,1%). Da segnalare il risveglio delle vendite del distretto della concia e calzature di Santa Croce sull'Arno (+2,1), ottenuto grazie al ritorno in positivo delle esportazioni dei prodotti a monte della concia, ed il miglioramento del distretto del tessile abbigliamento di Prato (passato dal -12% del primo trimestre al -3,5% del secondo), sostenuto dai comparti dell'abbigliamento e maglieria. Sono, invece, proseguite le gravi difficoltà dei distretti del mobile (Quarrata -5,6% e Poggibonsi-Sinalunga -28,9%), della ceramica di Sesto Fiorentino (-25%) e delle calzature di Lamporecchio (-7,7%). Sono rimaste in territorio negativo anche le esportazioni del florovivaistico di Pistoia (-6%), condizionato dalla bassa domanda proveniente dai paesi europei che pesa anche sulle performance del cartario di Capannori, sceso del 3% dopo un primo trimestre positivo. Buone notizie, invece, dal polo farmaceutico toscano che registra nel secondo trimestre un boom delle vendite all'estero (+36%), mettendo a segno incrementi significativi su quasi tutti i principali mercati di sbocco.

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