(Adnkronos/Labitalia) - Meno di un terzo dei soggetti rilevati finanzia i servizi con fondi pubblici derivanti da specifiche convenzioni che vengono stipulate soprattutto dalle organizzazioni che distribuiscono pasti a bassa soglia (29,4%), a domicilio (28,6%) o che sono mense sociali (27,3%). L'autofinanziamento e' piu' diffuso per i servizi caratterizzati dalla bassa soglia di accesso (raccolta e stoccaggio di beni alimentari 67,4%, mensa sociale 45,5% e distribuzione dei pasti a bassa soglia 41,2%). Per quanto riguarda l'utenza, le organizzazioni hanno evidenziato un netto aumento della domanda di assistenza negli ultimi anni. Gli utenti di nazionalita' italiana prevalgono relativamente al servizio di mensa sociale (53,2%) e per la distribuzione di pasti a domicilio (61,4%). Piu' rilevante la quota di stranieri per la distribuzione di pasti a bassa soglia (53,5%). Se invece spostiamo l'attenzione alle categorie di utenza, famiglie, minori, anziani, pazienti psichiatrici e disabili sono i soggetti principali che ricorrono a quei servizi che, piu' di altri, si accompagnano ad una presa in carico da parte dei servizi sociali dei Comuni: buoni spesa e distribuzione di pasti a domicilio. Immigrati e utenti inquadrabili nell'emarginazione grave (senza dimora, detenuti ed ex detenuti, nomadi, donne vittime di violenza, adulti con grave disagio socio-economico) ricorrono piu' frequentemente ai servizi di bassa soglia e ai buoni spesa.