Venezia 23 mag. - (Adnkronos) - Negli ultimi 40 anni il Veneto ha perso il 18 per cento della superficie coltivata, una perdita equivalente all'intera provincia di Rovigo. Urbanizzazione, infrastrutture e abbandono di pascoli e campi hanno sottratto 1800 chilometri quadrati alle imprese agricole. Il territorio bellunese e' quello dove il consumo di suolo agricolo e' stato maggiore, meno 36%, seguito dal Vicentino (meno 34 per cento) e dal Trevigiano (meno 22 per cento). I dati arrivano dallo studio statistico elaborato dal centro studi del Consiglio regionale del Veneto, presentato oggi dal presidente dell'assemblea Clodovaldo Ruffato insieme ai rappresentanti delle associazioni del mondo agricolo. Lo studio compara i dati dei censimenti Istat dal 1970 a oggi, comparando la superficie agricola aziendale e quella utilizzata ai fini agricoli con la superficie totale. "Il bilancio e' drammaticamente in rosso in tutta Italia - ha spiegato il presidente Ruffato - nella nostra penisola sono spariti 5 milioni di ettari coltivati, una superficie equivalente a Lombardia, Liguria, Emilia Romagna messe insieme. Il Veneto non si discosta: le province di Padova e di Treviso nel 2011 risultano tra le 10 piu' cementificate d'Italia, rispettivamente con il 23% e il 19% del proprio territorio occupato da superfici edificate (la media italiana e' del 6,7%). Le campagne coltivate sono scese dal 54 per cento al 44 per cento dell'intero territorio veneto, sfondando la soglia critica individuata dagli urbanisti. Quando il terreno coltivato e' meno del 50 per cento della superficie complessiva, nelle aree di pianura e' gia' allarme potenziale per l'equilibrio idrogeologico".(segue)