Milano, 23 mag. (Adnkronos) - Una contrazione del fatturato dell'8,3% in due anni, pari a 56,5 miliardi di euro. Il 2012-2013 si annuncia come un nuovo biennio difficile per l'industria italiana, in cui sara' azzerato anche il breve recupero registrato fra il 2010 e il 2011. Anzi, l'attivita' produttiva della manifattura italiana sara' inferiore rispetto a livello toccato a fine 2009. Nel rapporto Analisi sui distretti industriali curato da Prometeia e Intesa Sanpaolo si sottolinea che la caduta della domanda interna, sia per consumi che per investimenti, "potra' essere solo parzialmente bilanciata dalle vendite all'estero, previste in miglioramento nel 2013 nonostante la penalizzazione della crisi dei Paesi dell'area euro". A differenza della crisi del 2008-2009, le difficolta' del biennio 2012-13 saranno diffuse a tutti i settori manifatturieri, compresi alimentare e bevande, largo consumo e farmaceutica. Risultati migliori rispetto alla crisi precedente, anche se sempre negativi, caratterizzeranno invece gli intermedi chimici, la meccanica e la metallurgia. Comparti, si spiega nel rapporto, con una propensione all'export prossima o superiore al 60%, a dimostrazione del carattere prevalentemente 'interno' dell'attuale fase recessiva. Ma neanche i buoni risultati all'estero nella fascia alta della gamma produttiva non saranno sufficienti a riportare in positivo il fatturato delle imprese del sistema moda. Saranno maggiormente penalizzati i settori legati ai beni durevoli, come mobili, autoveicoli e moto, elettrodomestici, e i prodotti e materiali per le costruzioni. La nuova contrazione del fatturato, si sottolinea, "con un ampliamento del problema dell'eccesso di capacita' produttiva, e condizioni di equilibrio finanziario critiche per un numero crescente di imprese, continueranno ad alimentare i processi di selezione della base produttiva nazionale".