Firenze, 24 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Se a livello nazionale le vendite non vanno bene, anche in Toscana la crisi colpisce il comemrcio. Lo rende noto Confcommercio Toscana che ricorda come a livello nazionale "l'indice grezzo del totale delle vendite segna una flessione del 3,0%, sintesi di un aumento del 2% delle vendite di prodotti alimentari e di un calo del 6,1% di quelle di prodotti non alimentari. Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con il mese di marzo 2012, un aumento per la grande distribuzione (+1,3%) e un calo rilevante per le imprese operanti su piccole superfici (-6,6%)". "Dobbiamo purtroppo confermare il dato a livello regionale -spiega Andrea Nardin, direttore di Confcommercio Toscana-: le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese e rimandano l'acquisto di abbigliamento, calzature, articoli in cuoio e da viaggio. Anche i prodotti di profumeria e quelli in genere per la cura della persona, o i prodotti di informatica e telefonia, che al sopraggiungere della crisi avevano comunque continuato ad attirare un buon numero di persone, vengono ora ridotti al minimo necessario". "La riduzione degli acquisti, insieme ad una tassazione eccessiva -aggiunge Nardin- stanno mettendo a dura prova il mondo del piccolo commercio che rappresentiamo. Molte famiglie sono gia' sul lastrico. Conforta che il Governo stia lavorando lmeno per disinnescare la bomba a orologeria dell'aumento Iva del primo luglio. Il rincaro andrebbe a colpire beni di largo consumo come l'abbigliamento, gli elettrodomestici e le auto, un mercato gia' fortemente provato dalla crisi".