Milano, 19 nov. (Adnkronos) - Sono italiani otto top manager su dieci nelle società controllate da multinazionali estere, in Italia. Dieci anni fa, erano poco più della metà. In alcuni settori, come quello bancario, la quota 'domestica' è ancora superiore, mentre scende nell'industria. Lo rivela una ricerca di Elan International, società di head hunting. Stando alla ricerca, "le multinazionali puntano sempre più agli italiani per condurre le proprie filiali nel Paese". Si inverte così un trend che ha visto crescere per anni la presenza di manager 'expatriate' nella Penisola. Ora si assiste ad un rientro, che lascia spazio ai dirigenti nostrani, purché con esperienza internazionale. Il Paese con il maggior numero di manager 'expatriate' è di gran lunga la Gran Bretagna. Seguono Germania, Francia e Italia. "Tra i settori che hanno già visto da tempo la presenza di manager italiani a capo di filiali italiane - spiega Giuseppe Cristoferi, managing partner di Elan International - c'è il chimico-farmaceutico". Le destinazioni preferita dai manager globetrotter sono, invece, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Spagna. I manager stranieri gradiscono più difficilmente location fuori da Milano e Roma, mentre molte aziende italiane sono distribuite sul territorio. Le multinazionali tendono così a conservare poche posizioni chiave, come le funzioni finanziarie, di controllo e reporting, e lasciano spazio ai manager del posto. Fra le funzioni in cui spicca la presenza di manager autoctoni ci sono vendite, marketing, risorse umane e comunicazione.