(Adnkronos) - "I Cfrt saranno il punto di riferimento per garantire un'offerta stabile, in un'ottica di medio e lungo periodo, su ambiti di intervento definiti in forte integrazione con le necessità del sistema economico toscano nelle sue diverse specializzazioni", ha continuato Simoncini. Che poi ha precisato: "A questo che sarà il canale principale, si affiancano un secondo canale, più legato alle esigenze del breve periodo, costituito dalla messa a bando delle attività di volta in volta necessarie a completare l'attività formativa dei poli, e un terzo canale relativo a una sorta di offerta da catalogo, riservata alla domanda individuale di crescita professionale da parte dei singoli cittadini". Questi "canali", secondo le intenzioni della Regione, saranno parte integrante di un'unica offerta formativa pubblica. Un'offerta riconoscibile e trasparente, nelle aspettative, sia nei contenuti che nei tempi, basata su una valutazione seria dei fabbisogni e dei risultati. Mentre, per quanto riguarda la "governance del sistema", occorrerà "fare i conti con la riforma in atto delle Province, cui è attualmente demandata l'attività di formazione". In questo senso l'assessore Simoncini ha chiarito: "L'obiettivo è affidare alla Regione la determinazione delle scelte programmatiche attraverso la lettura dei fabbisogni espressi dai territori". Un altro degli obiettivi della riforma, infine, è quello di rivedere le modalità di accreditamento degli organismi formativi, snellendo il carico burocratico, ma accrescendo le garanzie per gli utenti, semplificando i controlli. Ed a questo, sempre secondo Simoncini, va aggiunto il tema della certificazione delle competenze, che sarà sviluppato in sintonia con il sistema nazionale, in modo da garantire ai cittadini toscani "il diritto al riconoscimento e alla valorizzazione delle competenze acquisite".