Firenze, 20 nov. - (Adnkronos) - Anche le imprese agricole toscane fanno i conti con la stretta creditizia. Anche per loro il rubinetto si è chiuso da tempo. In picchiata il credito agrario e con esso la possibilità di ottenere finanziamenti: tra il 2006 ed il 2012 è diminuito con una tendenza media del 16% per tutte le tipologie (breve, medio e lungo periodo), ma con picchi preoccupanti se confrontiamo il solo ultimo anno del 21%. Va ancora peggio se mettiamo allo specchio il 2010 ed il 2012 quando si è quasi dimezzato: le imprese hanno ottenuto il 47% in meno di credito. Crolla, - 83% tra il 2011 ed il 2012, il credito a breve termine, quello che le imprese utilizzano per la liquidità e per le "spese" ordinarie anche se l'andamento medio, degli ultimi sei anni, si è chiuso con un indice positivo (+13%). E' la lettura da parte di Coldiretti Toscana sulla base dei dati Sgfa-Ismea relativa ai finanziamenti concessi dalle banche nel 2012 agli operatori agricoli comparato agli ultimi 6 anni. Il quadro che emerge è "perfettamente" in linea con lo scenario globale che ha interessato trasversalmente tutti i settori anche se, nel Nord Italia, le erogazioni bancarie al settore primario, nello stesso periodo, hanno complessivamente registrato una crescita. La Toscana, tra le regioni del Centro Italia, è la regione che intercetta il 44%. A preoccupare Coldiretti è l'impossibilità, per le imprese agricole, di procedere ad investimenti per innovare, potenziare e migliorare la struttura aziendale con l'obiettivo di "aggredire" i mercati che sono sempre più al di fuori dei confini nazionali. (segue)