(Adnkronos) - Dall'infagine, emerge, infatti, che il lieve incremento dei livelli produttivi si colloca in un contesto caratterizzato dal perdurare della dicotomia tra le deboli performance registrate sul mercato interno e quelle più convincenti realizzate oltre confine. Gli ordinativi interni registrano, infatti, una nuova contrazione, diminuendo dell'1,1% rispetto al periodo luglio-settembre 2012, mentre quelli esteri concretizzano un incremento tendenziale del 3,2%. Il fatturato totale aumenta, in media, dell'1,3%, trainato dalla componente estera, che segnala una variazione tendenziale del +2,2%. L'aumento dell'output non coinvolge tutti i comparti produttivi: i risultati migliori vengono dalle industrie chimiche e delle materie plastiche (+3,8%) e da quelle dei mezzi di trasporto (+3,7%). Le industrie tessili e dell'abbigliamento realizzano un incremento dell'1,4% e appaiono positive, benché d'intensità minore rispetto alla media regionale, anche le performance delle industrie dei metalli (+0,5%) e di quelle alimentari (+0,3%). Le industrie meccaniche registrano, invece, un nuovo calo produttivo (-1,7%), così come quelle elettriche ed elettroniche (-0,8%) e il comparto del legno e del mobile (-1,0%). Il tessuto produttivo della provincia di. Torino realizza il risultato più convincente, con un aumento del 2,0% rispetto al III trimestre 2012. Il buon andamento registrato dalle industrie tessili e dell'abbigliamento fa sì che la provincia di Biella si collochi subito dopo il torinese, registrando un incremento dell'1,9%. L' alessandrino e il cuneese concretizzano variazioni tendenziali della produzione industriale rispettivamente pari al+0,8% e. +0,4%. Il segno negativo caratterizza, invece, gli altri territorio, dove si passa dalla flessione dello 0,3% del Verbano Cusio Ossola a quella del 2,4% di Asti. Tra i due estremi si collocano Novara e Vercelli, che scontano. contrazioni dell' 1,7% e del 2,1%.