Roma, 20 nov. - (Adnkronos) - Sulla vicenda Ifil-Exor che vede imputati Gian Luigi Gabetti, presidente onorario di Exor ed ed presidente Ifil, e Franzo Grande Stevens, legale della famiglia Agnelli, "è già scattata la tagliola della prescrizione". Lo ha evidenziato il professor Franco Coppi, difensore di Gabetti, nel corso della sua arringa davanti alla Prima sezione penale della Cassazione. Coppi, chiedendo l'annullamento della sentenza d'appello del febbraio 2013, sottolinea la "mancanza soggettiva del dolo" e denuncia la "mancanza di motivazioni nei confronti di Gabetti considerato una sorta di ruota di scorta di Stevens" dai giudici d'appello. Sul comunicato pubblicato il 24 agosto 2005 circa la volontà di Ifil di restare azionista di riferimento di Fiat ma di non avere allo studio iniziative sul titolo del Lingotto - che è poi il nocciolo attorno a cui ruota tutto il processo - il penalista ha rilevato che "il 24 agosto Gabetti si trovava negli Usa in convalescenza da una grave malattia e aveva ricevuto da Grande Stevens conferma che il comunicato era corretto". Detto questo, per il reato di aggiotaggio informativo, come dice la difesa di Gabetti, "è già scattata la tagliola della prescrizione". A questo punto per non fare scattare le lancette della prescrizione, la Cassazione dovrebbe, come ha chiesto il pg Piero Gaeta, dichiarare 'inammissibili' i ricorsi dei due professionisti. Il rigetto del ricorso farebbe scattare automaticamente la prescrizione del reato contestato.