(Adnkronos) - Nel primo semestre il credito erogato alle imprese da banche e società finanziarie, al lordo delle posizioni in sofferenza, si è contratto del 2,7 per cento; nei mesi estivi la dinamica non è variata. Secondo le banche intervistate, alla flessione hanno concorso sia la perdurante debolezza della domanda (alla scarsa richiesta di prestiti per investimenti produttivi si è aggiunto il calo della componente connessa con il fabbisogno di circolante) sia la rigidità dell'offerta (che si è lievemente inasprita nel semestre, principalmente negli spread applicati alle imprese più rischiose). In giugno i prestiti di banche e finanziarie alle famiglie erano stazionari rispetto a dodici mesi prima. Il calo dei mutui per l'acquisto di abitazioni (pari a un quinto per le nuove erogazioni) è stato compensato da un lieve aumento del credito al consumo. La domanda dei mutui è ancora debole, a fronte di una maggiore prudenza delle banche nella quota del prezzo di acquisto finanziata. La qualità del credito è ulteriormente peggiorata. La quota di impieghi vivi entrati in sofferenza nei quattro trimestri terminanti in giugno è stata del 3,8 per cento, un valore superiore a quello nazionale. Il peggioramento è legato alle difficoltà del settore produttivo, in particolare a quelle dell'industria manifatturiera, mentre resta contenuto l'indicatore riferito alle famiglie. È rimasta pressoché invariata l'incidenza delle partite deteriorate diverse dalle sofferenze. La raccolta bancaria effettuata presso famiglie e imprese è cresciuta del 2,1 per cento nei primi sei mesi dell'anno. Anche i titoli in custodia sono saliti.