Roma, 22 nov. (Adnkronos) - Vendite al dettaglio ancora in calo. A settembre l'indice destagionalizzato diminuisce dello 0,3 per cento rispetto al mese precedente. Rispetto a settembre 2012, l'indice grezzo del totale delle vendite segna una diminuzione del 2,8%, sintesi di una flessione del 2,2% per le vendite di prodotti alimentari e del 3,1% per quelle di prodotti non alimentari. E' quanto comunica l'Istat. Nella media del trimestre luglio-settembre 2013 l'indice registra una flessione dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel confronto con agosto 2013, le vendite di prodotti alimentari diminuiscono dello 0,2 per cento, quelle di prodotti non alimentari dello 0,3%. Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con il mese di settembre 2012, variazioni negative sia per la grande distribuzione (-2,6%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-3,0%). Nel confronto con i primi nove mesi del 2012, le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione dell'1,3% e quelle di prodotti non alimentari del 3,0%, per una diminuzione complessiva del 2,3%. Aumentano debolmente solo le vendite di cibo low cost nei discount alimentari con un incremento dell'1,4% nei primi nove mesi dell'anno e dello 0,8% a settembre, rispetto allo scorso anno, afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat. A fare registrare il tonfo più pesante, sottolinea la Coldiretti, sono i piccoli negozi che nei primi nove mesi dell'anno scontano un calo record del 3,2% delle vendite. Siamo di fronte agli effetti della crisi che porta a dire addio al negozio di fiducia quasi la metà degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno. Con il 71% dei consumatori che dichiara di confrontare con più attenzione rispetto al passato i prezzi, gli italiani, sottolinea la Coldiretti, sono costretti a trasformarsi in veri detective della spesa: il 62% va a caccia delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti e il 42% cerca sempre e comunque i prodotti che costano meno. Le difficoltà economiche hanno costretto molti italiani a tagliare la spesa alimentare e a preferire l'acquisto di alimenti più economici prodotti spesso a prezzi troppo bassi per essere sinceri, che rischiano di avere un impatto sulla salute. Quasi un italiano su cinque, 18%, è stato vittima di frodi alimentari nel 2013 con l'acquisto di cibi fasulli, avariati e alterati ed effetti anche sulla salute, secondo l'Indagine Coldiretti/IXE'.