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Dl fare: Ance Veneto, passi avanti, ora proseguire con piano edilizia

domenica 11 agosto 2013

2' di lettura

Padova, 9 ago. - (Adnkronos) - "Sono risultati rilevanti per la nostra associazione e per il lavoro delle nostre imprese. Apprezzabili sono le norme approvate in un'ottica di semplificazione del lavoro quotidiano delle imprese come, ad esempio, le novita' che riguardano il settore privato e dei lavori pubblici. Significativa e' l'eliminazione del Durt, il documento Unico di regolarita' tributaria, che se approvato, avrebbe compromesso in modo pesante il settore dell'edilizia". Questo e' il commento di Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto, l'associazione dei costruttori edili, a conclusione della conversione in legge del Decreto del Fare varato dal governo. "Ora, pero' - prosegue Schiavo - dobbiamo proseguire in questa direzione con fermezza e convinzione per sostenere e rilanciare l'edilizia. E' necessario garantire misure di sostegno al credito, dare un taglio definitivo all'enorme ammasso di spesa improduttiva e ottenere provvedimenti di semplificazione amministrativa dal punto di vista normativo e comportamentale. Semplificare significa, infatti, agire anche sui tempi di esecuzione delle procedure burocratiche che sono attuate dalla pubblica amministrazione. Quelle previste dalle norme sono tempistiche massime sulle quali la pubblica amministrazione puo' intervenire, con responsabilita' e buona volonta', accelerando le procedure amministrative di propria competenza". "In questo modo - sottolinea Schiavo - i lavoratori della P.A. possono dimostrare la loro solidarieta' rispetto ai lavoratori del privato che troppo spesso non hanno lavoro o lo perdono perche' l'impresa resta improduttiva in attesa che la macchina burocratica autorizzi o, semplicemente, faccia decorrere i termini per il silenzio assenso. Questo dimostra l'ormai evidente necessita' di adeguare i tempi della Pubblica Amministrazione ai ritmi dell'economia e delle imprese. In questo modo, le norme e i comportamenti nelle procedure saranno adatti alle esigenze che l'economia, il mercato e le aziende oggi richiedono per sopravvivere ed essere competitivi. Dall'edilizia, sappiamo bene, infatti - conclude Schiavo - dipendono le sorti di tanti altri settori economici".

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